Legge 40 ricorso dell’Italia presentato di nascosto dal governo Monti

2 Dic

Mario MontiOn. Livia TurcoIl governo italiano ha atteso fino all’ultimo giorno utile per presentare ricorso sulla sentenza del 28 agosto scorso, presso la Corte europea di Strasburgo, e lo fa in silenzio, senza annunci o proclami, direttamente in Francia.

La notizia ha scatenato immediatamente delle polemiche, specialmente fra le donne dei diversi schieramenti politici. In prima battuta si è espressa l’On. Livia Turco, accusando il governo di aver in clandestinità, senza interpellare il parlamento. In tal senso si è espressa anche l’On. Bongiorno che ha definito questa mossa l’ennesimo schiaffo alle donne.

On. Giulia BongiornoOn. Rocco ButtiglioneContrariamente alle due esponenti femminili della politica, e non poteva essere altrimenti, si è espresso l’On. Rocco Buttiglione, per il quale “è compito del governo difendere in sede europea le leggi italiane”, anche se contrarie ad ogni logica del diritto, aggiungiamo noi.

Sen. Ignazio Marino

L’atto è stato definito “gravissimo” dal senatore Marino, che prosegue “Sarebbe sorprendente che un governo tecnico ed europeista in economia non fosse altrettanto tecnico ed europeista quanto ci sono da tutelare i diritti e la salute delle persone e, anzi, agisse in danno dei cittadini più poveri.

Questi, in caso di ricorso, si vedranno discriminati nel loro desiderio di maternità e paternità, mentre i più ricchi potranno rivolgersi alle cliniche per l’infertilità degli altri Paesi europei e avere l’assistenza che la legge 40, e adesso anche l’iniziativa del governo, nega loro in Italia”

La necessità di salvaguardia dell’autonomia italiana e del suo sistema giudiziario nei confronti della Corte Europea sarebbe il motivo sul quale è fondato il ricorso.

Pensiamo sia un assurdo, dal momento che ci sono stati ben diciannove pronunciamenti dagli stessi tribunali italiani che il governo vorrebbe sostenere e difendere, che hanno sostenuto in sostanza l’illegittimità ideologica della legge 40 che, lo ricordiamo, ha dichiarato in sostanza che è possibile abortire fino al terzo mese di gravidanza ma non è possibile decidere se iniziare una gravidanza con il rischio di trasmettere una grave malattia genetica.

In sostanza per il governo non è lecito usare le armi a nostra disposizione per evitare di dare alla vita persone che vivranno per sempre con gravi problemi di salute,  ma è lecito porre fine ad una vita già iniziata da tre mesi ed oltre.

Riflettendo sui ricorsi fatti contro la legge 40, ne sono stati fatti per diversi motivi: per conquistare il congelamento embrionario, per poter effettuare la PDG e per la barriera dei tre embrioni trasferibili per ciascun ciclo di fecondazione assistita. La legge 40 è stata silurata dai giudici ben diciassette volte, ordinando l’esecuzione di tecniche di procreazione assistita.

Le conclusioni che traiamo da questa vicenda sono più delle domande. Domande alle qualii non possiamo che dare una risposta.

Perché un governo tecnico dovrebbe andare contro la Corte Europea di Strasburgo, quando i suoi stessi giudici hanno avallato questa decisione?

Perché un governo tecnico dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere per gli italiani su questioni che nulla hanno a che fare con l’intervento tecnico a cui sono stati chiamati ad operare?

Perché hanno motivato il ricorso con la volontà di difendere quel sistema legislativo quando ad essere bocciata è solo una legge iniqua, retrograda e fallace, come gli stessi giudici hanno espresso nelle loro sentenze?

Ci piacerebbe avere una risposta a queste domande ma, l’unica che ci sentiamo di fornire, viene dall’unico esponente politico che non si è ribellato a questa decisione del governo, ovvero dall’esponente dell’Udc Onorevole Rocco Buttiglione, il quale esprime evidentemente un parere non laico, come lo stato dovrebbe essere, ma di parte cattolica.

Lo stato italiano, laico per costituzione, in realtà è sempre sotto scacco di uno stato più piccolo, che impone le sue leggi.

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