PCOS Sindrome dell’ovaio policistico | ICSI Roma

6 Mar

PCOS Sindrome dell'Ovaio PolicisticoLa sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) risulta essere fra le più frequenti cause di infertilità femminile che mostrano un’assenza o scarsa ovulazione. La sua scoperta risale a circa 80 anni fa, ma ad oggi non si sa con ancora certezza quale fattore la provochi.

Attraverso un’ecografia si può vedere come le ovaie presentino un grandissimo numero di follicoli in diversi stadi di sviluppo, ossia tantissimi follicoli di diversa grandezza. Ciò che fa variare la maturazione di questi follicoli sono alcuni ormoni che vengono prodotti da una ghiandola situata alla base dell’encefalo, ossia l’ipofisi anteriore. In questa sindrome, la maggior parte dei follicoli presenti non riescono a raggiungere il loro stadio di sviluppo finale.

Le pazienti affetti dalla sindrome dell’ovaio policistico hanno rare ovulazioni e si trovano, pertanto, a stretto contatto con una situazione di infertilità. Queste pazienti infatti non hanno cicli mestruali regolari e spesso l’attesa, prima dell’arrivo delle mestruazioni, si protrae per settimane. Fra le manifestazioni che possono comparire nei soggetti affetti dalla sindrome sono uno stato di sovrappeso, una condizione di eccessiva quantità di peli superflui ed acne.

Questa patologia si ritrova spesso nelle donne che si rivolgono ad un centro per la cura dell’infertilità di coppia, si tratta dunque di una sindrome abbastanza comune, presente circa nel 15% delle donne. Essendo l’anovulazione cronica uno dei sintomi più comuni della patologia, le donne affette da questa sindrome devono spesso ricorrere all’induzione dell’ovulazione. A ricorrere all’induzione dell’ovulazione , però, non sono le sole donne con sporadiche ovulazione ma anche le pazienti che mostrano cicli regolare con intervalli di giorni superiori alla norma (maggiori di 35 giorni).

L’induzione dell’ovulazione ha elevate percentuali di successo ma se confrontate con altre malattie che mostrano rare o assenza di mestruazioni, ci sono minori percentuali di gravidanze e maggiori percentuali di aborti spontanei rispetto alla popolazione generale.

Gestire una sindrome dell’ovaio policistico richiede un’acuta attenzione, specialmente per ciò che riguarda la tutela della fertilità della donna. Il rischio è che se non si riesce a riconoscere presto la patologia ci si concentra principalmente sulla componente maschile e sulle possibili anomalie, quindi del liquido seminale. Inoltre se la patologia viene gestita da un medico che predilige interventi chirurgici, la donna affetta corre il rischio di subire diverse laparoscopie addominali inutili. Per questo motivo, PCOS (Sindrome dell’ovaio policistico) rientra fra i maggiori motivi di infertilità che richiedono l’intervento di un centro e di medici specializzati nell’affrontare problemi riferenti all’infertilità di coppia.

La trasmissione genetica della sindrome dell’ovaio policistico non è stata largamente studiato e pertanto non ci sono studi approfonditi sulla questione, ma pochi studi che certificano una significativa prevalenza della patologia in parenti di primo grado. Esistono casi in cui è stata documentata la presenza di PCOS in gemelle monozigoti.

L’espressione genetica della sindrome è legata sicuramente ad un complesso meccanismo ereditario che comprende diversi fattori che hanno il potere di cambiare i meccanismi di trasmissione genetica, primi fra questi quelli ambientali. I sintomi sui quali si basano gli studi intrapresi nei nostri giorni, sono: la morfologia policistica delle ovaie, la frequenza delle mestruazioni e l’insulino-resistenza manifestatasi in taluni pazienti.

Quest’ultimo sintomo a causa del fatto che nelle pazienti affette dalla sindrome dell’ovaio policistico sono state riscontrate la presenza di alterazioni a carico dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonade con un netto aumento degli androgeni e una maggior funzione delle cellule della teca e minor funzione, invece, dell’ormone follicolo stimolante (FSH) con le cellule della granulosa.

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