Gravidanza Anembrionica

29 Mag

gravidanza anembrionicaLa gravidanza anembrionica o “uovo chiaro” è un tipo specifico di aborto in cui l’ovulo fecondato si annida nell’utero ma non si sviluppa l’embrione. È un problema relativamente frequente: un 10-15 % delle gravidanze clinicamente identificate si perdono in modo spontaneo e un terzo di questi aborti sono “uova chiare”.

Dopo la fecondazione, cioè dopo l’unione dell’ovulo con lo spermatozoide, inizia una serie di divisioni cellulari che formano il sacco vitellino circondato da una “conchiglia” o rivestimento denominato trofoblasto (che creerà la futura placenta); all’interno del sacco vitellino si svilupperà l’embrione. In caso di gravidanza anembrionica si forma il sacco vitellino con lo strato trofoblastico, ma non l’embrione che ha smesso di crescere in una fase troppo precoce ancor prima di raggiungere la dimensione di un millimetro, per cui non è nemmeno possibile identificarlo nell’ecografia.

Nella maggior parte dei casi questo tipo di aborto è dovuto ad anomalie genetiche o cromosomiche che si verificano nel momento della fecondazione e impediscono lo sviluppo corretto dell’embrione.

All’inizio della gravidanza possono persino esserci i tipici sintomi di gestazione: assenza della mestruazione, test di gravidanza positivo, aumento della sensibilità mammaria, nausea, ecc. Come in tutti gli aborti spontanei, l’evoluzione di queste gravidanze finisce con l’espulsione dell’ovulo; la donna potrebbe notare una certa diminuzione o scomparsa dei sintomi di gestazione e, in seguito, si producono perdite di sangue vaginali che aumentano di intensità e, se accompagnate da dolore pelvico, indicano che l’espulsione è imminente.

ecografia transvaginaleAttualmente, con un’ecografia nelle fasi iniziali della gravidanza, possiamo identificare queste gravidanze anembrioniche, persino prima delle perdite vaginali. Con l’ecografia transvaginale  possiamo identificare embrioni di sole 6 settimane di gestazione. La diagnosi di una gravidanza anembrionica si stabilisce in caso di sacco vitellino circondato dal trofoblasto, di oltre 3 centimetri e al cui interno non vi è embrione. In caso di dubbio rispetto alla data dell’ultima mestruazione, è consigliabile ripetere l‘ecografia dopo 7-10 giorni prima di affermare l’esistenza di un uovo chiaro. Se trascorso questo tempo non si riesce a visualizzare l’embrione, la diagnosi è certa.

Confermata la diagnosi, si procederà all’evacuazione uterina mediante trattamento medico o raschiamento.

Se si presenta con un’evoluzione normale, un aborto di questo tipo non comporta implicazioni riproduttive future. Dopo aver seguito le cure indicate, si consiglia di attendere 2-3 cicli mestruali prima di cercare di restare nuovamente incinta.

Se si dovessero verificare due o più aborti consecutivi, si consiglia di effettuare uno studio approfondito per identificare il problema che impedisce l’evoluzione normale della gravidanza.

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Tube ostruite. Implicazione del fattore tubarico di infertilità

29 Mag

tube di falloppioLe tube di Falloppio sono due strutture a forma di tromba che nascono dalla cavità uterina e si aprono all’altezza delle ovaie. Dopo l’ovulazione, le tube catturano l’ovulo sprigionato che viene fecondato nella parte più alta vicina alle ovaie. Per fecondarlo gli spermatozoi attraversano la vagina, il collo dell’utero, la cavità uterina e l’ultimo tragitto fino alla fine della tuba. Dopo la fertilizzazione, l’embrione (ovulo già fecondato) inizia le prime divisioni cellulari e si sposta attraverso la tuba verso l’utero dove si annida dando origine alla gravidanza.

In alcune donne le tube presentando problemi tali da rendere impossibile l’unione tra ovulo e spermatozoo. Queste pazienti non riescono a restare incinte in modo naturale e per questo motivo classifichiamo questa sterilità come causa tubarica o “fattore tubarico”. Questo problema è il responsabile del  10-25% dei casi di sterilità nei paesi sviluppati.

La causa più frequente è di tipo infettivo. Nella maggior parte dei casi, un’infezione passata è la responsabile della lesione nelle tube e di conseguenza dell’ostruzione. Queste infezioni sono associate a malattie di trasmissione sessuale per cui in pazienti con infezioni ginecologiche precedenti (Malattia Pelvica Infiammatoria) e infertilità, sospettiamo che la causa del problema sia l’ostruzione tubarica.

Ciononostante, in molti casi queste infezioni sono asintomatiche e passano inosservate alla donna, per cui l’inesistenza di casi di rischio precedenti non scarta l’ostruzione delle tube e deve essere analizzata nello studio basico di fertilità. Sebbene parliamo di infezioni ginecologiche, non ci riferiamo alle vaginiti causate da “funghi” che sono frequenti e non cause abituali di ostruzione tubarica.

Altre cause di lesione tubarica sono le aderenze provocate da interventi chirurgici addominali o da malattie infiammatorie come l’endometriosi. In questi casi si conosce la storia precedente e qualsiasi sospetto ci obbliga a verificare se le tube sono permeabili o no.

La prova diagnostica per eccellenza per diagnosticare o scartare l’ostruzione tubarica è l’Isterosalpingografia (HSG). In questo esame si inetta un liquido speciale di contrasto nell’utero mentre si fanno delle radiografie in serie studiando la distribuzione del liquido iniettato attraverso le tube per controllarne la permeabilità o chiusura. La HSG, assieme al Spermiogramma e alla valutazione della Riserva Ovarica, fanno parte dello studio basico della coppia con problemi di gestazione

Un altro modo per verificare la permeabilità tubarica è attraverso la laparoscopia. Questa procedura consiste nell’inserire un dispositivo ottico all’interno della cavità addominale mediante una piccola incisione all’altezza dell’ombelico. In questo modo avremo una visione diretta delle tube e potremo valutarne la morfologia e la permeabilità iniettando all’interno dell’utero un apposito colorante. Questa esplorazione è una tecnica chirurgica che richiede anestesia totale e non è esente da complicazioni, per cui verrà effettuata solo in caso fosse necessario risolvere altre problematiche (chirurgia di miomi, cisti o endometriosi).

L’ecografia non permette la visualizzazione delle tube, per cui non si tratta di un’esplorazione idonea alla valutazione della permeabilità. Solo quando oltre all’ostruzione della tuba vi è un accumulo di liquido (idrosalpinx) sarà possibile vederlo con un’ecografia; questo fattore è importante per la diagnosi delle implicazioni diagnostiche necessarie per la prognosi della Fecondazione In Vitro (FIV).

La restaurazione della fertilità naturale attraverso la chirurgia è estremamente complessa, richiede un tempo prolungato per valutarne l’effettività e sfortunatamente le possibilità di risolvere il problema sono molto limitate. Per questo motivo la FIV è il trattamento scelto per la maggior parte delle pazienti perché permette di fecondare l’ovulo in laboratorio sostituendo la funzione delle tube.

La Fertilizzazione in Vitro come trattamento nei casi di sterilità per motivi tubarici ha un tasso di successo eccellente, per cui l’ostruzione delle tube o persino l’assenza delle tube dopo un’estirpazione chirurgica (salpingectomia) non rappresentano un vero ostacolo per poter ottenere una gravidanza.

Differenza tra gemelli identici e gemelli fraterni

29 Mag

gemelliPrima di stabilire le differenze di tipo biologico tra gemelli identici e fraterni è importante ricordare l’etimologia di entrambi i vocaboli.

Etimologicamente entrambi i termini possiedono la stessa origine (dal latino gemellicium) e si utilizzavano indistintamente per fare riferimento ai bambini nati durante lo stesso parto. L’unica differenza consisteva nell’uso del termine “gemelli diversi” nel parlare quotidiano e “gemelli identici” a livello colto.  Ciononostante, l’evoluzione semantica di queste due parole si è vista affiancata da numerosi progressi nel campo della genetica e delle conoscenze dello sviluppo dell’embrione umano. Già nell’ultima edizione del dizionario spagnolo della RAE si distinguono:

 

  • Gemello identico: nato durante lo stesso parto e fecondato da uno stesso ovulo.
  • Gemello fraterno: nato durante lo stesso parto, o parto doppio, e fecondato da due ovuli diversi.

In modo che parleremo di gemelli fraterni quando si tratta di ovuli e spermatozoi diversi che hanno dato origine a due nascite durante lo stesso parto, vale a dire fratelli nati allo stesso tempo, ma senza nessuna altra peculiarità.

I gemelli identici sono invece geneticamente identici perché provengono dallo stesso ovulo e spermatozoo che, in una delle prime fasi dello sviluppo si è diviso in due dando vita a due individui indipendenti. Per questo motivo i gemelli identici condividono lo stesso DNA e quindi sono dello stesso sesso. Sono praticamente cloni. Non dobbiamo però dimenticare che gli effetti che l’ambiente circostante produce sull’espressione dei geni e quindi sullo sviluppo degli individui può far sì che esistano differenze tra i gemelli. Difatti, le impronte digitali dei gemelli sono diverse. Cioè, i gemelli identici condividono la “materia prima” però l’ambiente la modellerà per dare luogo a individui diversi l’uno dall’altro.

In termini ginecologici si parla di gemelli monozigoti (un solo zigote ottenuto da un solo ovulo e spermatozoo che poi si divide in due) e gemelligemellidizigoti (due zigoti ottenuti da due ovuli e spermatozoi diversi). Indipendentemente dall’origine, nelle gravidanze gemellari ogni feto può avere la propria placenta o condividerla (monoamniotica o biamniotica) e lo stesso corion o condividerlo (monocoriale o bicoriale). Le gestazioni di gemelli dizigoti sono bi amniotici e bicoriali. Nel casi dei gemelli identici possono verificarsi tutte le combinazioni .

Le statistiche affermano che 1 gravidanza su 80 è gemellare, di cui due terzi di gemelli fraterni e un terzo di gemelli identici. Infatti, si pensa che la proporzione delle gravidanze doppie sia maggiore, ma non si identificano perché uno degli embrioni muore nelle fasi iniziali. Vi sono fattori sia ambientali (ad esempio: alimentazione) che ereditari che predispongono ad una maggior probabilità di avere gemelli fraterni. Evidentemente lo sviluppo delle tecniche di riproduzione assistita è stato un fattore fondamentale nell’incremento di questa probabilità perché al trasferire più di un embrione aumentano le gravidanze doppie, in particolare di gemelli fraterni che provengono da due zigoti diversi.

Infine, ricordiamo l’importanza dei gemelli nelle ricerche biomediche che aiutano a determinare l’origine e la predisposizione a determinate malattie genetiche.

 

Quanti ovociti vengono donati in media in un trattamento di Ovodonazione

29 Mag

donazione embrioniIn Spagna vengono realizzati il 40% di tutti i cicli di donazione di ovociti d’ Europa. L’ esperienza accumulata durante più di 15 anni permette di offrire ai pazienti un trattamento personalizzato e di alta qualità.

Quando una paziente si decide per l’ Ovodonazione si innesca una catena organizzativa per la quale garantiamo un compromesso di fiducia, affidabilità e qualità professionale.

Perchè vengono donati un numero “x” di ovociti? E perchè non uno?

Occorre tener in conto che nello sviluppo del processo trattamento di fertilità una serie di fattori, dipende dalla propria biologia umana.

Intanto non tutti gli ovuli raccolti saranno idonei per essere fecondati. Solo quelli che hanno raggiunto un grado adeguato di maturità avranno questa opzione.

Nemmeno feconderanno tutti gli ovociti maturi ed altri potranno soffrire una fecondazione anómala, per questo verranno scartati e non transferiti.

Gli ovociti fecondati con normalità, ovvero gli embrioni generati, avranno un’evoluzione diversa l’uno dall’altro. Ogni embrione infatti ha un suo destino. Alcuni si bloccheranno durante il periodo d’ osservazione previo al transfer, altri arriveranno fino alla fine ma con scarsa qualità e sono alcuni embrioni avranno una morfologia e sviluppo adeguato per essere selezionati e scelti per il transfer. Si tratta di un’evoluzione normale per tutti i cicli di riproduzione assistita sia con ovociti propri che con ovociti donati.

A volte i pazienti hanno l’idea che questa “perdita” embrionaria sia negativa. “Com’è possibile che da tanti embrioni, alla fine ne siano arrivati così pochi?” La ragione si trova nel fatto che si tratta di una selezione biológica naturale che è completamente normale.

Nell’ Instituto Bernabeu la paziente donatrice viene selezionata passo dopo passo e in forma personale assicurando la massima similutudine e somiglianza alla paziente ricevente; viene trattata e controllata in forma sicura per garantire la recuperazione di un numero adeguato di ovociti, sempre sotto uno stretto controllo medico.

L’ età media delle pazienti donatrici presso il nostro centro è di 25 anni. Dopo la stimolazione ovárica vengono estratti tutti gli ovociti possibili. Attualmente la nostra media di ovociti donati per ciclo è di 12. La percentuale di ovociti maturi è del 90%, questo dimostra l’ adeguata selezione delle ovodonatrici e la corretta applicazione dei protocolli di stimolazione ovárica.

La percentuale di fecondazione, ovvero la quantità di ovociti che diventeranno embrioni, è del 75%. A partire da questo punto, come evidenziato sopra, ogni embrione si svilupperà diversamente.

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Ciò nonostante il numero di ovociti non è l’unico fattore importante, la sua qualità è fondamentale.  Viene determinada in primo luogo dall’età della donna, dall’esaustiva selezione dell’ovodonatrice, la qualità dei protocolli disegnati per la stimolazione e il fatto che molte ovodonatrici hanno fertilità confermata. Questo permette realizzare il transfer, in un’alta percentuale di casi, nel quinto giorno di vita embrionaria ( che corrisponde allo sviluppo embrionario più avanzato, chiamato blasto)

Tutto questo insieme di fattori permette offrire ai nostri pazienti la possibilità di realizzare un transfer con un alto numero di embrioni di qualità, infatti in un  60% dei cicli è possibile congelare (vitrificare) embrioni di qualità con una percentuale di gravidanza accumulata per ciclo dell’ 85%.

Questo dato ha una speciale importanza nel gruppo di pazienti riceventi, nel quale in molte occasioni, per età, per antecedenti medici o per decisione propia, preferiscono trasferire un solo embrione, evitando così il rischio di una gravidanza gemellare.

La quantità e la qualità di ovociti donati per ciclo nel nostro centro permette garantire un’altissima probabilità di gravidanza evolutiva.

Cos`è una Gravidanza Biochimica?

29 Mag

gravidanza biochimicaIn alcune occasioni, quando informiamo i pazienti del risultato di un trattamento di fecondazione in  vitro,  nonostante il risultato sia positivo, non si tratta di buone notizie e la possibilità che la gravidanza si sviluppi normalmente è remota. Si tratta di una situazione molto complicata dal punto di vista emotivo perchè per i pazienti risulta estremamente difficile capire cosa sta succedendo. Se il risultato è positivo perchè allora le notizie non sono buone? E se le notizie non sono buone perchè devo continuare ad assumere i farmaci ?

Nella maggior parte dei casi il risultato diventa negativo qualche giorno dopo  e viene classificato come una gravidanza biochimica. Ciò che è successo realmente è che si è prodotto un’ impianto embrionario (se così non fosse la beta non potrebbe esser stata positiva) e l’embrione impiantato ha interrotto la sua evoluzione qualche giorno dopo. A volte questa situazione viene chiamata  “aborto biochimico” o “microaborto”, si tratta di una perdita embrionaria precoce, così precoce che non è possibile osservarlo nell’ecografia e non richiede amministrare nessun fármaco, nè realizzare un raschiamento.

Questo problema si presenta in un 10% dei trattamenti FIV, ovvero, in uno su 10 transfer embrionari dove il risultato della beta è positivo ma non è possibile apprezzare l’embrione nell’ecografia. Questa situazione è chiaramente legata ai valori della beta ottenuti dall’analisi realizzata 8-10 giorni dopo il transfer embrionario, che devono esser confermati con un nuovo test qualche giorno dopo, cosi come spieghiamo in uno dei precedenti argomenti del nostro foro.

Le “gravidanze biochimiche” non sono esclusive dei trattamenti di riproduzione assisitita, ma possono accadere anche nelle gravidanze spontanee. La maggior parte non vengono diagnosticate perchè si confondono con un ritardo del ciclo mestruale. Ma con i nuovi test di gravidanza, sempre più sensibili e accessibili  molte donne ci riferiscono di aver avuto un test di grvidanza positivo o dubbioso che dopo averlo ripetuto qualche giorno dopo è risultato negativo. Occorre prenderlo come un evento naturale nell’evoluzione della riproduzione della specie umana, così come gli embrioni che sono incapaci di impiantare, ed altri che impiantano ma non riescono a svilupparsi.

Il dubbio che assilla i pazienti davanti a questa situazione è chiaro, quali possono essere le conseguenze per il futuro? Può essere un’ostacolo insormontabile nella lotta per avere un figlio? Peggiora il pronostico per un nuovo trattamento?feto e placenta

Le risposte che possiamo dargli secondo l’evidenza scientifica sono chiaramente positive.  Quelle coppie che ottengono una gravidanza positiva hanno sempre un miglior pronostico per un nuovo tentativo; situazione dimostrata da diversi studi pubblicati che occorre spiegare ai pazienti in modo che possano prendere la decisione tenendo conto di questi dati.

Nonostante l’assenza di un significato negativo per il futuro riproduttivo della coppia, in molti casi la gravidanza biochimica è vissuta come una sensazione di “perdita” aggiunta alla carica emotiva che hanno tutte le coppie con problemi di fertilità. Per questo motivo occorre mantenersi sempre disponibili per qualsiasi inquietudine dei pazienti e darle tutta l’informazione richiesta, per poter affrontare questa situazione e continuare la battaglia per raggiungere un’obbiettivo così desiderato.

La prima ecografia di gravidanza dopo un Trattamento di Fecondazione in Vitro

29 Mag

ecografia in gravidanzaConferma della gravidanza dopo una FIVET e una Donazione di ovuli (Ovodonazione)

La prima ecografia dove possiamo confermare la gravidanza risulta essere uno dei momenti più emotivi nella vita di ogni genitore. Questa situazione é specialmente intensa se si tratta di pazienti che si sono sottomessi a trattamenti di riproduzione assistita, in queste coppie, dopo ricevere il risultato positivo del test di gravidanza, l’ ansia non scompare ma diventa piu intensa fino al momento in cui si conferma che la gestazione é iniziata con normalità. Per tanto é molto importante conoscere le caratteristiche di suddetto controllo per sapere cosa ci possiamo aspettare.

Quando realizzarla?

Deve essere realizzata tra la 5ª e la 7ª settimana di gravidanza, ovvero dopo 3- 5 settimane dal transfer embrionario. Per poter calcolare la gravidanza dopo una FIVET viene sempre fissata un’ ultima mestruazione teorica 14 giorni prima della raccolta ovocitaria.

Giusto un mese dopo il transfer embrionario è un momento perfetto per realizzare un’ ecografia e apprezzare con chiarezza se la gravidanza è evolutiva. Farla prima potrebbe creare confusione e incertezza, visto che la maggior parte dei casi il risultato non è definitivo.

Come realizzarla?

ecografia in gravidanzaL’ ecografia deve essere realizzata per via transvaginale. In questo modo possiamo apprezzare le immagini con maggiore nitidezza e permettendo così di esser più precisi nel confermare che tutto si stia sviluppando adeguatamente. Inoltre sappiamo che la realizzazione di ecografie per questa via non produce nessun effetto negativo per la gravidanza.

Perché è importante realizzare un’ ecografia nella 6ª o 7ª settimana?

1.   Confermare che la gravidanza si trova ben situata all’interno dell’utero e pertanto possiamo scartare che si tratti di una gravidanza ectopica (fuori dall’utero)

2.    Accertare che si tratta di una gestazione unica o multiple.

3.   Permette di valutare l’evoluzione corretta della gravidanza. Nel caso che la gestazione non si sviluppi in forma adeguata ci potrà orientare verso la causa del problema.

Cosa vedremo nell’ecografia?

Nella prima ecografia dopo un ciclo di FIV realizzata nella settimana  6ª o 7ª di gravidanza osserviamo le seguenti strutture:

  1. Sacco Gestazionale. È la struttura più precoce. Si tratta di un’immagine (scura), circondata da un alone  ecorefringente (bianco) all’interno dell’ utero (concretamente nell’endometrio parte che abbiamo visto inspessire durante le ecografie per la stimolazione ovarica). La grandezza media alla sesta settimana è di circa 14 mm ma esiste una grande variabilità, per la quale una misura inferiore o maggiore non si considera in questo periodo un’anomalia rilevante.
  2. Vescicola Vitellina.  Si tratta di una struttura vestiginale che compare all’inizio dello sviluppo embrionario. La sua forma, una circonferenza di color bianco, ci ricorda i follicoli della stimolazione. La sua grandezza media è tra 3 e 4 mm ed è considerata come cattivo pronostico quando il suo diametro supera i 6mm.
  3. Battito Cardiaco. È possibile apprezzarlo a partire dalla sesta settimana. La frequenza cardiaca media in questo momento si misura tra i 90 e 110 battiti al minuto, aumentando nelle settimane successive.
  4. L’ Embrione. È costituito da una massa di cellule embrionarie che danno  origine a tutti gli organi dell’embrione. Appare come una struttura aderita alla vescicola vitellina. Nella sesta settimana, a volte, non è chiara la sua grandezza che può essere tra 2-8 mm. In questa fase cresce molto rapidamente (1 mm al giorno).

Nel caso in cui non sia possibile confermare le strutture o la grandezza attese, vuol dire che la gravidanza si è interrotta?

Occorre esser cauti con l’interpretazione delle immagini ecografiche in questo momento, perché una serie di circostanze possono portarci a una diagnosi sbagliata:

  1. La grande variabilità nello sviluppo normale dell’embrione. Nonostante si tratti di una tappa molto precoce, esiste una grande variabilità sulle conferme dei risultati ecografici per questo in molte occasioni il sospetto diagnostico dev’esser confermato qualche giorno più tardi.
  2. Le differenze con la qualità dell’immagine dipendono dalla paziente. I tessuti di ogni donna trasmettono in forma diversa gli ultrasuoni, per questo le immagini possono apparire più confuse se questa trasmissione non è buona.
  3. La posizione dell’utero e del sacco gestazionale nel suo interno. In funzione della distanza tra la sonda ecografica e il sacco gestazionale, l’ immagine può essere più o meno nitida, influenzandone il risultato.

I Parametri sulla Qualità Seminale secondo l’OMS

29 Mag

OMS Lo spermiogramma è diventato uno strumento di base che permette ottenere la miglior informazione per valutare la fertilità dell’uomo ed è molto utile per poter indicare un trattamento personalizzato ad ogni coppia.

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha pubblicato numerose edizioni del “Manuale per l’esame del Seme Umano e l’ Interazione Moco Seme”, l’ultima è stata pubblicata nel 2010. Questi manuali servono da guida ai  laboratori di Andrologia all’ora di realizzare una valutazione della qualità seminale. Inoltre in questi ultimi anni la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologica  (ESHRE) in collaborazione con la OMS ha sviluppato un programma per ridurre le differenze tra i centri riguardo la diagnosi dei campioni seminali e così unificare i criteri dei diversi laboratori.

scroto maschileI parametri da tener presente realizzando uno spermiogramma sono diversi :

  • Liquefazione: Dopo l’eiaculazione il seme presenta uno stato coagulato e per realizzare il suo studio deve liquefarsi. In condizioni normali il seme si liquefa totalmente i 60 minuti successivi all’eiaculazione.
  • Viscosità: Se il campione è molto viscoso può esser dovuto a una disfunzione della próstata.
  • Volume: Il volume normale, calcolando un tempo di astinenza da 3 a 5 giorni è di 1.5 ml circa. Un volume inferiore viene denominato ipospermia.
  • Colore: Il colore abituale del seme è bianco opalescente, leggermente giallastro. Nei casi in cui il colore si veda alterato sarà conveniente approfondire le cause.
  • pH: Il valore dev’esser più di 7.1. Dei valori inferiori potranno indicare azoospermia (assenza di spermatozoi) o processi infiammatori cronici.
  • Concentrazione di spermatozoi: Il valore normale è un totale di 15 milioni per ml nel campione eiaculato. Se non si raggiungono questi valori si definisce come  Oligozoospermia.
  • Motilità: Valorare la percentuale di spermatozoi mobili e progressivi ( i mobili che si spostano). I mobili progressivi devono avere una percentuale del 32%, se fosse inferiore si definisce come Astenozoospermia.
  • Vitalità: La percentuale di spermatozoi vivi deve superare il 58%. Se fosse inferiore si definisce come  Necrozoospermia.
  • Morfologia: Un spermiogramma normale deve identificarsi più del 4% di spermatozoi normali. Se il valore fosse inferiore si definisce come Teratozoospermia.
  • Leucociti: Se la concentrazione di leucociti è superiore a 1 milione per ml potrebbe voler indicare una infezione (leucocitosi).
  • Anticorpi antispermatozoi o Mar test: riporta la quantità di spermatozoi uniti ad altre cellule o particole. Se più del 50% di spermatozoi risultano uniti può voler significare un problema immunitario.

Nell’ ultimo manuale della OMS è stato stabilito un concetto chiamato “limite de riferimento inferiore” (LRI). I valori superiori al limite non garantiscono una fecondazione con successo e una successiva gravidanza, ma aumentano le possibilità. L’LRI si è ridotto anno dopo anno per le nuove abitudini della società e i cambi di vita a cui si sottomette come l’alimentazione,  tabacco, tossici ambientali, etc. A continuazione rappresentiamo in una tabella i valori di riferimento accordati durante la 4ª edizione del manuale della OMS confrontati con quella della 5ª ed ultima edizione.

  4ª edizione (1999) 5ª edizione* (2010)
Liquefazione Total a los 60min Total a los 60min
Volume 2ml 1.5ml
Colore Blanco opalescente Blanco opalescente
pH 7.2-7.8 >7.1
Concentrazione (ml) 20 millones 15 millones
Mobili progressivi 50% 32%
Vitalità 75% 58%
Morfología 15% 4%
Leucociti (ml) < 1millón < 1 millón
Mar test <50% esp. Unidos a partículas <50% esp. Unidos a partículas

* Valori sul limite di riferimento inferiore (LRI) utilizzati attualmente nei centri specializzati in Fertilità.

I Polipi endometriali, che cosa sono e come si formano?

29 Mag

polipi endometrialiI polipi endometriali sono protuberanze o escrescenze dell’endometrio o cappe che tappezzano l’interno della cavità uterina.  Il suo interno contiene abbondanti vasi sanguinei e ghiandole endometriali che rispondono a stimoli ormonali.

Si formano grazie alla proliferazione in una zona sulla cappa basale dell’ endometrio, con minore ricettivitá  a cambi omonali. Con i cicli mestruali la cappa funzionale dell’ endometrio che lo circonda si disfa, potendo individualizzare così il pólipo.

Normalmente sono benigni anche se un 0,5-1% posso trasformarsi in maligni, specialmente durante la menopausia.

A seconda della loro struttura istologica possono definirsi funzionanti, iperplasici o atrofici.

Possono essere unici o multipli, peduncolati o sessili (con un’amplia amplia impiantata) e di grandezze diverse.

Costituiscono una patología frequente in ginecología, con una prevalenza del circa 20% della popolazione generale comparendo soprattutto tra i 40 e 65 anni di etá.

Il sintomo più caratteristico è un’emorragia uterina anormale : ipermenorree o pensanti sanguinamenti mestruali, spotting intermestruali,  metrorragia post-menopausici, sanguinamenti irregolari, ecc.

Ciò nonostante in molti casi sono totalmente asintomatici e si vengono diagnosticati solo dopo un’esplorazione ecografica.

L’ ecografía transvaginale è il metodo migliore per la diagnosi e l’ isteroscopia sará il metodo per la sua conferma. Allo stesso tempo l’ isteroscopia ci permette raccogliere un campione del polipo o estirparlo ambulatorialmente.ecografia transvaginale

Quando accade che per la grandezza o il numero di polipi non è possibile realizzare un’ isteroscopia con polipectomía ambulatoria, occorre sottomettersi a un’ isteroscopia chirurgica  sotto anestesia per l’utilizzo di strumenti con maggior diámetro per realizzare l’estirpazione e coagulazione della base d’impianto del polipo.

La polipectomia viene indicata per qualsiasi polipo asintomatico, ed è consigliabile se hanno una grandezza maggiore di 1 cm, oltre ad essere imprescindibile in pazienti sterili o che so sottometteranno a un trattamento di riproduzione assistita.

Cos`è l`endometrio?

29 Mag

endometrioL’ utero, l’ organo al cui interno avviene la  gravidanza, è formato da una cavità che permette l’annidamento. Questa cavità è “tappezzata” da un tessuto chiamato endometrio, la “la culla” preparata dall’utero ogni mese per l’arrivo di un possibile embrione.

Durante il ciclo mestruale l’endometrio presenta una serie di cambi che possiamo organizzare in 3 fasi: la fase mestruale, quando si disgrega per esser sostituito da uno nuovo, la fase follicolare o preovulatoria nella quale prolifera e la fase lutea o postovulatoria dove raggiunge lo stato adeguato per permettere l’annidamento. Queste fasi del ciclo mestruale sono facilmente distinguibili con un’ecografia.

Durante la fase mestruale osserviamo l’ endometrio come una sottile linea bianca (iperecogenica), nella quale, in certe occasioni è possibile ancora osservare del mestruo insieme a contrazioni uterine che provocano il movimento e quindi l’uscita della  mestruazione. Durante questa fase l’ endometrio misura tra i 1-3 mm.

Quando avanziamo nel ciclo mestruale inizia la fase follicolare e come risposta allo stimolo prodotto dall’ovaio, presenta un modelo trilaminare, ovvero la comparsa di 3 linee parallele tra loro che aumentano di spessore circa 0,5 mm al giorno, raggiungendo la fase periovulatoria con uno spessore tra i 9 a 14 mm, normalmente.

Nella fase periovulatoria, si apprezzano 3 diversi modelli ecografici:

  • Tipo A. Non viene osservata la triple línea
  • Tipo B. Si osserva la triple línea ma senza una ecogenicità nella línea interna, per cui diffícilmente distinguibile.
  • Tipo C. Triple linea.

endometrioDurante la fase lutea, dopo l’ ovulazione, il progesterone prodotto in questa fase provoca che le linee esterne della triple linea si inspessiscano fino a unirsi con quella interna e trasformandosi così in una unica linea omogenea all’inizio del ciclo mestruale.

In Medicina Riproduttiva, prestiamo molta attenzione, specialmente alla fase periovulatoria, visto che il suo deficit viene interpretato spesso come la causa del mancato impianto. È importante confermare che la misurazione e la visualizzazione della linea endometriale venga realizzata grazie all’esperienza dell’ecografista ed evitare le diagnosi errate. L’uso dell’ecografia tridimensionale è sempre di più frequente, perché non solo viene misurato lo spessore endometriale ma è possibile ottenere anche un volume totale dell’endometrio e uno studio di vascolarizzazione dell’endometrio,  giocando un ruolo fondamentale nella ricettività uterina.

 

La scelta del ginecologo è spesso sottovalutata

12 Dic
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