Tag Archives: crioconservazione

Perché non tutti gli embrioni sono idonei per il congelamento?

14 Lug

embrioneAttualmente, durante i trattamenti di  fecondazione in Vitro, il giorno del  trasferimento embrionario ci si trova spesso con un elevato numero di embrioni di buona qualità. Per il trasferimento vengono scelti gli embrioni freschi che presentano il miglior aspetto cinetico e morfologico, mentre “il resto” vengono crio-preservati.

Questi “embrioni in eccesso” potranno essere riutilizzati dalla coppia per avere un altro figlio in un futuro o nel caso in cui il trasferimento degli embrioni freschi non dia luogo ad una gravidanza evolutiva.

Ma perché non tutti gli embrioni “in eccesso” di un ciclo di fecondazione in Vitro sono idonei per il congelamento? Questa domanda ci viene posta spesso dai nostri pazienti tenendo presente che in un ciclo di stimolazione ovarica si recupera un numero elevato di ovociti idonei per l’inseminazione successiva e che il tasso di fecondazione sia con convenzionale che con ICSI (microiniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) raggiunge il 75% degli ovociti inseminati.

embrioneCiononostante, non tutti questi ovociti fecondati si sviluppano in modo ottimale  creando embrioni di qualità idonei per il trasferimento e la crioconservazione Non dobbiamo dimenticare che il congelamento-scongelamento di embrioni è un processo aggressivo che sono in grado di superare solo gli embrioni di qualità ottima. Per questo motivo bisogna essere realisti quando si decide se congelare o no gli embrioni in eccesso per non illudere la coppia.

Presso il nostro centro, vengono crio-preservati  solo gli embrioni che presentano una cinetica di divisione ed una morfologia adeguata. Stando alla classificazione stabilita nei nostri laboratori ci riferiamo agli embrioni di tipo A e B e, in casi eccezionali alcuni di tipo C (classificazione ASEBIR). 

 

Annunci

La scelta del centro giusto per la fecondazione assistita

7 Mag
Bimbo in braccio

Bimbo in braccio

La scelta di un Centro di fecondazione assistita è un primo passo importante per chi vuole iniziare questa strada.

Per una scelta corretta e che dia buone speranze di concepimento, è necessario fare una vera e propria indagine sui centri a disposizione.
Innanzi tutto si devono individuare i centri in base al livello di tecniche che possono essere praticate.
Esistono diversi tipi di tecnica e la classificazione del centro, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (vedi articolo sui centri pma a roma e nel lazio) determina quali tecniche può effettuare ogni centro, sia esso pubblico o privato.

Un centro di III livello può effettuare tutte le tecniche di fecondazione assistita ed è, generamente, in grado di congelare embrioni, ovuli e sperma. Può quindi seguire una coppia dall’inizio alla fine del suo pecorso.

Ma come possiamo scegliere il centro più adatto?

Non esiste un metodo certo. Non esiste un Guru della fecondazione assistita che possa promettervi la riuscita al 100%. In queste poche righe cercheremo di indicarvi quali siano i criteri che, secondo noi, andrebbero ricercati in un centro, sia esso pubblico o privato, per determinare una maggiore probabilità di riuscita del nostro tentativo.

  • L’esperienza: valutate il personale che compone lo staff del centro. Uno staff con anni di esperienza alle spalle ha affrontato diversi casi d’infertilità e potrà sicuramente consigliarvi per il meglio.
  • Quale problema avete nella coppia: a seconda dell’origine del problema, si deve procedere con una diagnosi ed una tecnica ben precisa. facendo riferimento alla ricerca sopra effettuata potrete anche scoprire chi è riconosciuto, sia dal mondo scientifici che dai pazienti che ha avuto in passato, una persona competente per il problema che voi avete.
  • Quale supporto offre il centro per il vostro caso: il team prevede sia un andrologo che un ginecologo? il centro dispone di un reparto di crioconservazione? Avrete a disposizione uno psicologo per aiutarvi nei momenti di difficoltà? Ci sono a disposizione delle stanze di degenza pre e post operatoria?
  • I risultati ottenuti dal centro o dallo staff che lo compone: questo è un dato importante ma bisogna saper leggere quel che si trova in rete. Nuovi centri aprono spesso e la percentuale di gravidanza è, in questi casi, deducibile dall’esperienza del personale che compone lo staff stesso. L’elemento da tenere in considerazione, in ogni caso, è la percentuale di “bimbi in braccio”. Da questo elemento saprete determinare la percentuale di gravidanze effettive, escludendo quindi i “falsi aborti spontanei” o “interruzioni di gravidanza per colpa della donna”.
  • I Costi: per quel che riguarda i centri privati non sempre i costi sono esposti sul sito web ma è sufficinete una mail di richiesta informazioni o una telefonata per avere un prezziario aggiornato.

Fra tutti i centri disponibili, si consigliano quelli di III° livello. Possono generalmente offrire, oltre a tutte le tecniche di fecondazione assistita, anche la possibilità del congelamento di gameti, embrioni e sperma.

Fate molte domande e verificate la loro disponibilità a rispondere. La loro predisposizione a rispondere alle vostre domande all’inizio, quando ancora non siete clienti, è un buon metro di valutazione sulla loro disponibilità futura, quando cioè avrete iniziato a pagare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: