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Nuova tecnica per ricercare l’ormone antimulleriano e valutare la riserva ovarica

24 Ott

Prelievo del sangueUna nuova tecnica, molto più affidabile e veloce (in 3 giorni si ottiene il risultato) e che riduce il prezzo a 50€ circa per conoscere la propria riserva ovarica. Si richiede semplicemente un’estrazione del sangue che può essere realizzata in clinica o inviando il campione attraverso il corriere.

La determinazione dei livelli dell’ormone antimulleriano nel sangue di una donna ci aiuta a valutare la riserva ovarica e, insieme con la realizzazione di un’ecografia basale per il conteggio dei follicoli antrali, ci proporziona informazioni riguardanti il futuro riproduttivo e se necessario o meno affrettarsi per cercare la gravidanza.

Ha inoltre utilità per individualizzare il trattamento del suo problema di fertilità e aiuta a pronosticare l’esito dello stesso.

Si incontrano frequentemente in consulto, coppie nelle quali la donna presenta una riserva ovarica diminuita. Questa diminuzione nella riserva ovarica può essere attesa nel caso di donne più mature però può essere una scoperta inaspettata in donne giovani, soprattutto quando i cicli mestruali sono stati regolari.

Per cui, per un centro di riproduzione assistita come il nostro, nel quale l’individualizzazione del trattamento é parte fondamentale, é importante che la determinazione dei livelli di ormone antimulleriana sia molto affidabile.

Fino a qualche mese fa, la tecnica disponibile per la valutazione di questo ormone era poco specifica e ci si scontrava con una discordanza tra i valori delle analisi ed i follicoli antrali che mostrava l’ecografia, di modo che alcune volte si ottenevano dati contraddittori rispetto alla riserva ovarica. Questa circostanza provocò che la comunità scientifica perdesse fiducia nella sua utilità e che portasse più dubbi che certezze sia ai medici che ai pazienti.

Per l’importanza della questione, è stato studiato attentamente il tema ed alcuni istituti hanno incorporato nei loro laboratori una tecnica modificata rispetto alla precedente in maniera da ottenere valori dell’ormone antimulleriano affidabili.

I vantaggi per i pazienti sono:

  • Disporre di una tecnica più specifica che aiuta a orientare e prendere decisioni più sicure per la diagnosi e trattamento.
  • La realizzazione dell’analisi scoperta nei laboratori facilita un maggior controllo della manipolazione e conservazione del campione.
  • Il risultato dell’analisi é disponibile in pochi giorni, cosa che permette di programmare il successivo consulto con il ginecologo nel minor tempo possibile, diminuendo l’ansia della copia.

In definitiva, l’inclusione di questa recente tecnica nelle analisi di laboratorio dimostra una volta di più il continuo progresso nel miglioramento dei servizi e nell’offrire ai pazienti i migliori trattamenti individuali, caso per caso.

Fecondazione Assistita in Vitro FIVET

28 Ott

Annotazioni preliminari sulla fecondazione in vitro FIVET

Si deve tener presente che stiamo delineando un procedimento limitato dalla legge 40, attualmente in vigore in Italia, che rende i procedimenti medici ed embriologici italiani meno performanti di quelli europei.

Da poco tuttavia la Corte Costituzionale ha manifestato incomprensibili alcuni paragrafi di questa legislazione togliendo così, di fatto, alcune limitazioni per le tecniche di fecondazione assistita. Ad esempio è stato abolito l’obbligo di fecondare al massimo tre ovociti e l’obbligo di trasferire in utero tutti gli embrioni prodotti da questa fecondazione assistita.

In precedenza tutti gli embrioni sarebbero stati trasferiti contemporaneamente per un unico impianto. Si deduce che, fino ad oggi, il rischio di parto gemellare, in pazienti molto giovani, avrebbe potuto mettere a rischio il proseguo della gravidanza e la salute della paziente, oltre che dei feti.

Si schiude, per le coppie infertili e per gli addetti, una nuova possibilità di riduzione del gap fra l’Italia ed il resto del mondo, nell’applicazione di queste tecniche.”

FIVET (fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionario)

In seguito ai primi successi, ottenuti con questa tecnica innovativa, la diffusione è stata molto rapida nel mondo intero.
Fertility e Sterility diffuse i primi dati nel lontano 1985, promulgando la notizia della nascita di oltre trecento bambini, nei soli Stati Uniti, in seguito all’utilizzo della tecnica FIVET, meglio descritta qui.

Negli anni a seguire le nascite ottenute grazie a questa tecnica, documentate sempre dalla stessa rivista, sono passate a 2.345 nel 1990 fino a quasi 7.000 nel 1993. Numerose strutture eseguivano la tecnica negli anni ’90. Nei soli Stati Uniti si contavano 277 centri di fecondazione assistita che effettuavano la FIVET. Nel contempo la tecnica ha avuto una notevole espansione anche in diversi centri di sterilità europei.

L’anno successivo la diffusione arrivò anche nei paesi in via di sviluppo come molti paesi asiatici, diverse nazioni africane e dell’America Latina. Le attuali applicazioni della tecnica FIVET sono variabili da paese a paese. Israele conduce questa classifica con una media di 1600 cicli ogni milione di abitanti.

Con il passare degli anni le applicazioni di questa tecnica sono passate dal semplice superamento di un problema meccanico, che di fatto impedisce l’incontro naturale tra spermatozoo e ovocita, all’utilizzo in situazioni più complicate o specifiche, quali l’endometriosi o l’infertilità inspiegata o sine causa.

Le procedure di messa in atto di una fecondazione tramite FIVET sono ormai pressoché standard. I principi generali di applicazione sono adottati e condivisi dalla maggior parte dei centri di pma.

Come si procede per una FIVET

In genere s’induce una ovulazione multipla e si sopprime l’ipofisi nella sua normale attività per passare in seguito al prelievo ovocitario. La stimolazione ovarica si effettua, generalmente, somministrando dei farmaci contenenti gonadropine. Il dosaggio, a discrezione del medico, varia da paziente a paziente e può esserne modificato l’impiego durante il trattamento, a seconda della risposta al farmaco della paziente.

Gli spermatozoi del partner maschile, o del donatore dove la legge lo permette, vengono opportunamente trattati e poi inseriti in una provetta insieme agli ovociti prelevati. Si lascia ora che la natura faccia il suo corso, osservando gli embrioni che si sviluppano in coltura, per determinare quali saranno poi trasferiti in utero.

Trascorrono tra le 4 e le 6 settimane dal prelievo al trasferimento. La distinzione in termini temporali è dettata principalmente dal protocollo applicato e varia in funzione dell’inizio del trattamento farmacologico fino all’esecuzione del test di gravidanza.

Come avviene normalmente lo sviluppo di un ovocita?

Fisiologicamente un ovocita giunge alla maturazione naturale una sola volta. Quando si trova nell’ovaio, all’interno del follicolo, giunge a maturazione tramite la stimolazione dell’ipofisi. Più o meno alla metà del suo ciclo di sviluppo si manifesta un aumento dell’ormone luteinizzante (LH) che permette maturazione ed espulsione dell’ovocita che può ora essere fecondato.

Inducendo una produzione soprannumerale di ovociti, tramite la stimolazione ovarica appunto, e bloccando il processo naturale dell’ipofisi, si otterranno un numero variabile (fino a 12), ma sempre più di uno in genere, di ovociti, moltiplicando così le possibilità in fase di fecondazione e sviluppo embrionale, di ottenere embrioni qualitativamente buoni da poter essere trasferiti.

Lo schema terapeutico per la somministrazione delle gonadropine, di cui abbiamo parlato poc’anzi, per la stimolazione ovarica, viene determinato da fattori individuali quali l’età, le condizioni in cui versano le ovaie e l’eventuale risposta ad un trattamento precedente di stimolazione.

Tutto il procedimento di stimolazione ovarica viene monitorato tramite delle ecografie periodiche, valutando le dimensioni dell’ovaio, il numero ed il diametro dei follicoli in crescita. Per una visione più chiara di come stia procedendo la stimolazione, potrebbe rendersi necessario un prelievo per il dosaggio degli estrogeni.

Il prelievo ovocitario è quasi sempre indolore ma, precauzionalmente, viene in genere eseguito in anestesia locale o, in casi particolarmente difficili, in sedazione profonda. Consiste nell’introduzione di un catetere, inserito con l’ausilio di un monitoraggio ecografico. Attraverso il canale vaginale si arriva, tramite un sottilissimo ago, fino ai follicoli che si sono sviluppati nell’ovaio, per procedere poi all’aspirazione del liquido in essi contenuto.

Tutta l’operazione, perché di vera operazione si tratta, viene eseguita in ambiente completamente sterile, sotto controllo ecografico appunto, ed il liquido così raccolto viene deposto in una provetta ed affidato all’embriologo, il quale inizierà immediatamente la valutazione al microscopio. Questa operazione viene ripetuta per tutti i follicoli presenti anche se non tutti conterranno un ovocita.

Quello che distingue un buon centro di fecondazione assistita da un normale centro di inseminazione, è la presenza di un laboratorio attiguo, o meglio inserito direttamente in ambiente sterile, meglio se direttamente comunicante con la camera operatoria dove viene effettuato il prelievo ovocitario. In questo caso gli ovociti prelevai non saranno soggetti a traumi dovuti a sbalzi di temperatura o a contaminazioni dovute alle impurità presenti nell’aria. Le camere operatorie per il prelievo ovocitario sono generalmente micro-filtrate ed il laboratorio attiguo e comunicante permette il rispetto di questo importante livello qualitativo dell’aria e della temperatura.

Si tratta di un intervento ambulatoriale e non comporterà, di conseguenza, il ricovero ospedaliero.

La fase successiva al prelievo è lo spostamento, dopo l’osservazione al microscopio, degli ovociti in un terreno di coltura opportunamente preparato, e spostati in un incubatore che ha una temperatura costante e controllata di 37°. Questo spostamento precede di alcune ore il momento in cui gli spermatozoi, dopo opportuno trattamento, e gli ovociti stessi, saranno messi nel medesimo liquido, lasciando così che avvenga la fertilizzazione in maniera naturale. La provetta verrà nuovamente spostata in incubatore, a temperatura controllata ed il giorno seguente verranno osservati in laboratorio, per valutarne eventuali sviluppi in embrioni e la qualità degli embrioni stessi.

Parleremo nel prossimo articolo della fecondazione assistita ICSI, sulla quale potete iniziare a documentarvi in questo articolo.

La Fecondazione assistita in Italia apertura mentale degli italiani ma non dei politici.

1 Feb Eurispes
Questo dicono i dati del rapporto Eurispes.

Coppie steriliDal 25° rapporto Eurispes, emerge un aumento della sensibilità degli italiani verso i temi etici, a dimostrazione del fatto che la classe politica non sta operando secondo ciò che gli italiani desiderano. Dati alla mano, il 79,4% della popolazione italiana vorrebbe una riforma della legge 40 più liberale, così come il 77,2% degli italiani è d’accordo sulla regolamentazione delle coppie di fatto, ivi comprese quelle omosessuali.

Nella sostanza, l’Italia del popolo boccia l’integralismo etico e dice un secco ‘No’ a chi non rispetta il principio di laicità dello Stato. Ce lo indicano gli stessi dati, sopra elencati, sul posizionamento degli italiani sui temi etici. Viene alla fine alla luce che su argomenti come testamento biologico, unioni civili e procreazione assistita, l’Italia è molto più avanti del suo parlamento.

Speriamo che, con questi elementi, i nostri onorevoli si diano conto che, declinando l’ammissione giuridica delle coppie omosessuali, rendendo irrealizzabile l’approvazione di una legge adeguata sul testamento biologico, stendendo un provvedimento sulla procreazione assistita senza metodo, hanno tradito un’emozione popolare che è reale.

L’Italia ha bisogno di essere ascoltata. La classe politica non si può bendare gli occhi di fronte a questi numeri, di fronte ad 8 italiani su 10 che si esprimono a favore della regolamentazione delle coppie di fatto, anche di quelle omosessuali, che reclamano il testamento biologico ed auspicano che venga perfezionata la legge 40, se non addirittura riscritta.

Per questi motivi riteniamo necessario riproporre all’attenzione del governo, presente e futuri, la necessità di formulare una nuova legge che tenga conto di queste esigenze, di queste richieste, che sostituisca la legge 40; una legge antiscientifica, che genera forti diseguaglianze, non tenendo conto del calvario di tante famiglie che, desiderano avere un figlio e che, pur di soddisfare questo desiderio, se ne vanno all’estero, portando fuori confine sogni e denaro.

Rischieremo di passare per venali ma, oltre alla necessità di tutelare i sogni ed i desideri delle coppie infertili, dobbiamo aggiungere una mera considerazione pratica. I centri di fecondazione assistita in Italia sono all’avanguardia, spesso più tecnologici ed innovativi di quelli fuori dai nostri confini ma, a causa di una politica clericale, o per lo meno non laica, sono tarpati nel loro lavoro, costringendo le coppie con maggiori difficoltà di procreazione ad andare all’estero.

I costi del servizio eseguito fuori dai confini, costa costa all’Italia e ricade sulle spalle degli italiani, sia in termini di rimborso di alcune spese sanitarie sostenute dalle coppie, sia in termini di mancato guadagno per le strutture italiane.

Insomma, non basta parlare di austerità , servono riforme che modernizzino la società e migliorino la vita delle persone, a cominciare dai diritti civili.

Fonte: Eurispes

La fecondazione in vitro a tre genitori per creare una generazione libera da malattie mitocondriali.

7 Gen Fecondazione-in-vitro-a-3-genitori

La tecnica di fecondazione in vitro con il ‘terzo genitore’ è un potenziale trionfo clinico, ma i ricercatori devono procedere con cautela.

La scienza ha preso la riproduzione umana in qualche modo dalle sue radici naturali. Fin dalla nascita del primo bambino in “provetta”, Louise Brown, nel 1978, abbiamo visto i bambini creati da uova o sperma donati, e bambini in gestazione in un grembo donato.
Fino ad oggi però, non è mai stata tradita quella legge non scritta secondi cui i bambini devono essere la discendenza genetica di due soli adulti. Per tutti i recenti progressi nella tecnologia di riproduzione assistita (PMA), l’idea che un bambino potrebbe nascere avendo il DNA di tre persone sembra spostare il gioco a un nuovo livello di complessità e polemiche. Questo passo segna un profondo cambiamento filosofico rispetto a ciò che è avvenuto prima, sollevando questioni non solo di sicurezza, ma problemi più profondi di identità e di genitorialità.

Daily TelegraphCome ha riportato il Daily Telegraph, il professor Lisa Jardine, affermata e conosciuta esperta della fertilizzazione umana ed embriologia, ha annunciato una consultazione pubblica sull’argomento “fecondazione in vitro a tre genitori”. Se i risultati saranno positivi (ed i sondaggi indicano il supporto), la tecnologia attualmente vietata, lanciato da scienziati della Newcastle University, potrebbe essere legalizzata entro cinque anni, e rendere la Gran Bretagna il primo paese a permettere questa tecnica.

Avversari inorriditi dicono che questo movimento è un salto nel buio, un tentativo immorale di immischiarsi con la preziosa linea germinale umana. Per i sostenitori, è semplicemente un modo pratico ed etico di porre fine alla miseria di quelle che sono conosciute come le malattie mitocondriali (tra cui la distrofia muscolare e atassia, che causa problemi con la parola e il coordinamento) che influenzano, ad esempio, lo 0,5% delle nascite nel Regno Unito, ed arrivano all’1% in Italia.
DNA umano fecondazione assistita con 3 genitoriLe argomentazioni per insistere sulla via della fecondazione in vitro a tre genitori sembrano più che valide. La nuova tecnica non implica DNA nucleare, ovvero i geni che sono responsabili della nostra identità biologica, ma il DNA nei mitocondri, piccoli “organelli” che si trovano nel citoplasma, al di fuori del nucleo, e che hanno il potere sulle nostre cellule.
Alcune malattie ereditarie sono causate da mitocondri difettosi, che possono provocare cellule mal funzionanti o non completamente funzionanti. La nuova ricerca mira a sradicare queste condizioni, in modo che le donne che portano mitocondri difettosi possano partorire con la sicurezza che, alla nascita la malattia non sarà diagnosticata.
Un profondo effetto della tecnica sarebbe quella di eliminare completamente queste malattie, e per sempre, in una sola generazione. Pochi progressi della medicina hanno il potere di raggiungere obiettivi nel futuro così diretti ed immediati.
Cosa comporta effettivamente una fecondazione in vitro a tre genitori? Durante la riproduzione normale, il DNA di sperma si fonde con il DNA contenuto nell’uovo. L’uovo contiene anche i mitocondri (i mitocondri dello spermatozoo vengono distrutte dall’uovo e non hanno alcun ruolo successivo). Così il DNA mitocondriale si trasmette esclusivamente lungo la linea femminile ed è da madri (che possono o non possono avere sintomi) che le malattie mitocondriali sono ereditate. Rompere il link e il problema svanisce, questa è la semplice idea per la soluzione del problema.

Newcastle UniversityCi sono due varianti della tecnica oggi sotto i riflettori, ed entrambe sono state ampiamente studiate alla Newcastle University, uno dei principali centri al mondo in medicina riproduttiva che generano regolarmente titoli per il lavoro pionieristico nel campo della ricerca sulle cellule staminali, la clonazione umana e progressi della PMA.
Un metodo, chiamato trasferimento del mandrino, comporta la rimozione del materiale nucleare da un uovo della madre, che viene poi inserito in una donatrice di ovuli “guscio” che contiene mitocondri sani, ma non DNA nucleare. Questo uovo viene fecondato in vitro dallo sperma del padre.
La seconda tecnica, chiamata trasferimento pronucleo, prevede la creazione di due embrioni in vitro, utilizzando uno spermatozoo e un ovulo da parte dei genitori, l’altro da parte dei donatori. L’uovo donatore viene poi ennucleato, ha il suo materiale genetico centrale rimosso e sostituito con il materiale genetico preso dall’uovo parentale. Anche se sembra più complesso, gli scienziati avrebbero bisogno di eseguire due fecondazioni in vitro, piuttosto che uno, i ricercatori coinvolti dicono che ci sono vantaggi per la tecnica del trasferimento pronucleare, perché un ovulo non fecondato è più suscettibile al danno durante la procedura di trasferimento del mandrino. È probabile che quella pronucleare sarà la tecnica preferita.

In entrambi i casi il risultato è lo stesso, un nuovo embrione contenente geni dal padre, la madre e il DNA mitocondriale da una donatrice di ovuli di sesso femminile che non ha bisogno di essere collegato ad uno dei due genitori. Il bambino risultante, dicono gli scienziati, è geneticamente il figlio dei suoi genitori e non del donatore dell’uovo. La tecnica è stata paragonata al cambiare le batterie in un computer portatile, il disco rigido, che contiene tutti i dati importanti, è immutato.
In realtà, in modo profondo si può sostenere che i mitocondri non sono realmente parte di noi, ma una forma di batteri modificati. La teoria prevalente è che circa due miliardi di anni fa, gli antenati dei mitocondri di oggi, i batteri, abbiano invaso una cellula primitiva e in qualche modo sono riusciti ad evitare di essere consumati. La presenza dei mitocondri ha enormemente aumentato la quantità di energia disponibile per la cellula ospite, la sintesi chimica adenosina trifosfato, “il carburante della vita”, che è essenziale per tutta l’attività cellulare.
Un rapporto simbiotico di successo è così fissato. Questo a sua volta ha permesso l’evoluzione della vita complessa, piante e animali. Infatti, se non fosse stato per quella possibilità incontrate un paio di miliardi di anni fa, la vita sulla Terra non avrebbe mai superato la fase microbica.
Molte persone sono, prevedibilmente, inorridite per la nuova ricerca e la prospettiva di un terzo genitore, o “genitore mitocondriale”.

Religioni e fecondazione assistitaLa Chiesa cattolica si oppone alla fecondazione in vitro a tre genitori per ragioni etiche e religiose.
In primo luogo, IVF separa il processo di procreazione dal matrimonio e, ancor peggio, agli occhi della Chiesa, le tecniche di fecondazione in vitro comportano la creazione di embrioni, molti dei quali vengono poi scartati. Altre religioni hanno diverse obiezioni, e posizioni.
L’Islam sunnita consente generalmente la PMA, se non ci sono elementi di terze parti nella procedura, mentre dai seguaci sciiti viene detto che questo è consentito.

Che dire di problemi di sicurezza? Un’obiezione grave è che tutto ciò che coinvolge la manomissione della linea germinale umana ci porta in acque inesplorate. Le terapie geniche attuali durano solo fino a quando è il singolo paziente ad essere trattato, le eventuali modifiche apportate al DNA durante la vostra vita non può essere trasmessa. Le modifiche apportate alla linea germinale invece, saranno ereditato finché (in questo caso) la linea femminile continua.
Tuttavia, le preoccupazioni espresse da alcuni critici, che il bambino risultante da questa nuova tecnologia contenga geni “estranei”, sono fuori luogo. Secondo il professor Mary Herbert, uno dei ricercatori che partecipano al progetto finanziato dalla Wellcome Trust, la base della riproduzione in natura comporta sempre genomi alienati: “Il genoma maschile è un genoma esterno e si blocca a parlare con i mitocondri e si mette al lavoro”. I topi sono stati allevati con la tecnica dei tre genitori dal 1983 e, dopo molte generazioni, non sono emersi problemi.
Inoltre, questa tecnologia non comporta la creazione di “bambini su misura”, il termine usato per riferirsi a futuri tentativi teorici di modificare la linea germinale nucleare per la produzione di progenie dotate o super-dotate. Ciò che viene proposto è semplicemente la sostituzione del materiale cellulare, che non guasta, la valorizzazione del genoma nucleo. Mentre è probabile che un piccolo numero di mitocondri “guasti” saranno riportati al nuovo uovo, forse tra l’1 ed il 2%, secondo il Prof Herbert, questo è “altamente improbabile che causi la malattia, che normalmente necessita di una soglia del 60% dei mitocondri danneggiati”.

Gli studi sugli animali dimostrano che, questa tecnologia dei tre genitori è sicura, ma, fino a quando i primi bambini non saranno nati, non lo sapremo mai con certezza. “E ‘tutta una questione di equilibrio del rischio,” dice il professor Herbert. “Ci sono sempre elementi sconosciuti in qualsiasi nuovo trattamento. Ma non abbiamo alcuna prova in tutto ciò che accadrà un cataclisma. “

Fiere e convegni sulla sterilità per una scelta migliore

4 Gen

Centri di fecondazione assistitaAbbiamo tutti, chi più chi meno, familiarità con le fiere, in cui esperti di un particolare settore possono mostrare i loro ultimi prodotti al pubblico. Ad esempio, nuovi itinerari e proposte di viaggio, nuovi spettacoli e proposte alternative per matrimoni, sfilate di una in casa di moda.
Il recente salone della fertilità a Londra, presso l’Olympia Exhibition Centre è un altro esempio della crescita d’interesse nel campo del trattamento della fertilità. Giunto alla sua 4° anno, si auspicava la partecipazione di espositori provenienti sia dal Regno Unito sia dall’estero, e di persone in cerca di informazioni per il trattamento su una serie di problemi di fertilità.
Fertilità femminileLe persone che frequentano questo tipo di evento non hanno solo un vago interesse per l’argomento ma, di solito, sono esperti “amatoriali” del settore. Hanno già fatto, di solito, un’enorme quantità di ricerche, perché l’argomento conta molto per loro.

Qualcuno potrebbe obiettare che, eventi come questi, potrebbero causare un’aumento dell’ansia in merito alla “giostra della fertilità”, perché la quantità di informazioni disponibili è enorme, la pertinenza di alcuni dei trattamenti disponibili non è chiaro, la scelta di cliniche o trattamenti offerti possono essere troppo schiacciante e generare confusione. Non da ultimo, le persone sono, o possono essere, particolarmente vulnerabili, a causa dell’argomento ed indotte a sperimentare qualcosa prima che siano pronti risultati certi, oppure a farsi abbagliare da risultati esplosivi di nuove tecniche. Tuttavia, è chiaro che i benefici superano eventuali riserve in merito a tenere questo tipo di evento.
London 2013 ESHREDi seguito ci sono 6 motivi per cui, secondo noi, una fiera della fertilità ha un senso :

  1. I potenziali pazienti possono incontrarsi e parlare con molte cliniche in un solo giorno, faccia a faccia. Questo è un vantaggio enorme, perché si può ottenere una buona sensazione sull’etica della clinica e su come il personale chiave si relaziona con i pazienti. Per quei pazienti a cui è stata negata la fecondazione assistita fivet dal Servizio Sanitario Nazionale possono essere alla ricerca di convenienti opzioni di trattamento sia nel Regno Unito che all’estero, e questo permette loro di valutare le proprie opzioni in fretta.
  2. Le persone possono accedere ad aiuti e informazioni di cui non erano a conoscenza, per esempio, l’adozione e l’affidamento, i servizi di maternità surrogata, l’ovodonazione, etc. etc.
  3. Il pubblico ha accesso alle informazioni sui trattamenti attuali e perché essi vengono utilizzati. Avere informazioni fornite tramite un seminario di un esperto a volte può essere più significativo che la ricerca on-line.
  4. I professionisti di fertilità possono incontrarsi e creare relazioni a beneficio dei pazienti.
  5. Gli esperti delle cliniche per la fertilità possono vedere quello che altre cliniche offrono i loro pazienti in termini di trattamenti e prezzi. Questo può portare a prezzi più competitivi.
  6. Un centro poliabortività può offrire soluzioni a cause di infertilità spesso inspiegate grazie alla sua esperienza

La ricerca di trattamenti per la fecondazione in vitro e cliniche on-line a volte può essere schiacciante, non come accade per la inseminazione iui,  ma partecipare ad eventi come i convegni o le fiere sulla fertilità può aiutare a valutare rapidamente e determinare quali opzioni sono disponibili o permettono di portare avanti la speranza di una gravidanza.

Legge 40 ricorso dell’Italia presentato di nascosto dal governo Monti

2 Dic

Mario MontiOn. Livia TurcoIl governo italiano ha atteso fino all’ultimo giorno utile per presentare ricorso sulla sentenza del 28 agosto scorso, presso la Corte europea di Strasburgo, e lo fa in silenzio, senza annunci o proclami, direttamente in Francia.

La notizia ha scatenato immediatamente delle polemiche, specialmente fra le donne dei diversi schieramenti politici. In prima battuta si è espressa l’On. Livia Turco, accusando il governo di aver in clandestinità, senza interpellare il parlamento. In tal senso si è espressa anche l’On. Bongiorno che ha definito questa mossa l’ennesimo schiaffo alle donne.

On. Giulia BongiornoOn. Rocco ButtiglioneContrariamente alle due esponenti femminili della politica, e non poteva essere altrimenti, si è espresso l’On. Rocco Buttiglione, per il quale “è compito del governo difendere in sede europea le leggi italiane”, anche se contrarie ad ogni logica del diritto, aggiungiamo noi.

Sen. Ignazio Marino

L’atto è stato definito “gravissimo” dal senatore Marino, che prosegue “Sarebbe sorprendente che un governo tecnico ed europeista in economia non fosse altrettanto tecnico ed europeista quanto ci sono da tutelare i diritti e la salute delle persone e, anzi, agisse in danno dei cittadini più poveri.

Questi, in caso di ricorso, si vedranno discriminati nel loro desiderio di maternità e paternità, mentre i più ricchi potranno rivolgersi alle cliniche per l’infertilità degli altri Paesi europei e avere l’assistenza che la legge 40, e adesso anche l’iniziativa del governo, nega loro in Italia”

La necessità di salvaguardia dell’autonomia italiana e del suo sistema giudiziario nei confronti della Corte Europea sarebbe il motivo sul quale è fondato il ricorso.

Pensiamo sia un assurdo, dal momento che ci sono stati ben diciannove pronunciamenti dagli stessi tribunali italiani che il governo vorrebbe sostenere e difendere, che hanno sostenuto in sostanza l’illegittimità ideologica della legge 40 che, lo ricordiamo, ha dichiarato in sostanza che è possibile abortire fino al terzo mese di gravidanza ma non è possibile decidere se iniziare una gravidanza con il rischio di trasmettere una grave malattia genetica.

In sostanza per il governo non è lecito usare le armi a nostra disposizione per evitare di dare alla vita persone che vivranno per sempre con gravi problemi di salute,  ma è lecito porre fine ad una vita già iniziata da tre mesi ed oltre.

Riflettendo sui ricorsi fatti contro la legge 40, ne sono stati fatti per diversi motivi: per conquistare il congelamento embrionario, per poter effettuare la PDG e per la barriera dei tre embrioni trasferibili per ciascun ciclo di fecondazione assistita. La legge 40 è stata silurata dai giudici ben diciassette volte, ordinando l’esecuzione di tecniche di procreazione assistita.

Le conclusioni che traiamo da questa vicenda sono più delle domande. Domande alle qualii non possiamo che dare una risposta.

Perché un governo tecnico dovrebbe andare contro la Corte Europea di Strasburgo, quando i suoi stessi giudici hanno avallato questa decisione?

Perché un governo tecnico dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere per gli italiani su questioni che nulla hanno a che fare con l’intervento tecnico a cui sono stati chiamati ad operare?

Perché hanno motivato il ricorso con la volontà di difendere quel sistema legislativo quando ad essere bocciata è solo una legge iniqua, retrograda e fallace, come gli stessi giudici hanno espresso nelle loro sentenze?

Ci piacerebbe avere una risposta a queste domande ma, l’unica che ci sentiamo di fornire, viene dall’unico esponente politico che non si è ribellato a questa decisione del governo, ovvero dall’esponente dell’Udc Onorevole Rocco Buttiglione, il quale esprime evidentemente un parere non laico, come lo stato dovrebbe essere, ma di parte cattolica.

Lo stato italiano, laico per costituzione, in realtà è sempre sotto scacco di uno stato più piccolo, che impone le sue leggi.

Lo screening dei cromosomi può aumentare il successo della fecondazione in vitro per le donne più anziane

5 Nov Laboratori di fecondazione in vitro
Trial Clinico

Trial Clinico

Un piccolo trial clinico, presentato in una recente conferenza sulla fertilità, suggerisce che, utilizzando una nuova tecnica di fecondazione in vitro potrebbe notevolmente aumentare le probabilità donne anziane di avere una gravidanza.

Gli embrioni prodotti tramite una tecnica di fecondazione in vitro, vengono prima testati per le principali anomalie genetiche, utilizzando un metodo chiamato screening cromosomico completo (CCS). Per fare questo esame, i campioni vengono prelevati da embrioni allo stadio di blastocisti, quando hanno circa 100 cellule.

Il test verifica se gli embrioni hanno i normali 46 cromosomi, 23 da ogni genitore. Gli embrioni geneticamente normali vengono crioconservati per un mese o due prima di essere scongelati e trasferiti in utero. Il periodo di crioconservazione è pensato per consentire ormoni della donna di rigenerarsi dopo il disturbo causato dal trattamento farmacologico per la fecondazione in vitro.

Uno studio randomizzato controllato su 60 pazienti ha confrontato la nuova tecnica contro lo screening embrionale standard, in cui viene valutata la qualità degli embrioni in primo luogo, valutando il loro aspetto al microscopio.

Lo studio è stato presentato a una riunione dell’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) a San Diego, negli Stati Uniti d’America. Anche se l’abstract relativo ai risultati non è chiaro, il “Telegraph” afferma che la tecnica CCS ha avuto il tasso di successo di gravidanza, in un gruppo di donne tra i 38 ed i 42 anni di età, dal 33 al 61%!

I ricercatori hanno anche riferito che nessuna delle donne, con impiantati embrionari effettuati dopo la tecnica CCS, ha avuto aborti spontanei nel primo trimestre, mentre 6 delle 30 donne con impiantati embrionari, ottenuti attraverso lo screening standard ha, di fatto, abortito entro il primo trimestre.

Dr Mandy Katz-JaffeParlando con il “Telegraph”, un co-autore, il dottor Mandy Katz-Jaffe del Centro per la Medicina Riproduttiva Colorado, ha detto: ‘Quel che siamo stati in grado di dimostrare è che in una donna di età compresa tra 38 a 42 anni, che ha delle blastocisti con una normale numero di cromosomi, le possibilità di impianto sono indipendenti della sua età; ha le stesse probabilità di impianto – al 60 per cento – di una donna che ha 32 anni.

Il rischio di produrre un embrione che possiede un numero anormale di cromosomi (una condizione nota come aneuploidia) aumenta con l’avanzare dell’età di una donna. All’età di 40 anni, il 75 per cento degli embrioni di una donna sono aneuploidi, e questo aumenta il rischio di ogni bambino nato di avere disturbi come la sindrome di Down e, inoltre, aumenta il rischio di aborto spontaneo.

Dr Dagan Wells

Il “Telegraph” riferisce che ‘cliniche negli Stati Uniti, Australia e Spagna si affrettano ad adottare le nuove tecniche, ma in Gran Bretagna solo una piccola frazione di pazienti stanno beneficiando di questa nuova tecnica di fecondazione artificiale.

Parlando al giornale, il dottor Dagan Wells, un pioniere genetista che ha contribuito allo sviluppo dello screening embrionale, e che non è stato coinvolto in questo studio, ha detto che “se i risultati sono stati confermati, le pratiche standard di IVF nel Regno Unito dovrebbe essere ‘completamente rivalutate. Penso che le prove che lo screening dei cromosomi può essere pronto per la prima serata, stanno cominciando ad essere ragguardevoli  e la tecnica CCS potrebbe rappresentare una rivoluzione nel modo di fare la fecondazione in vistro e nel modo in cui viene trattata l’infertilità.”

Dr Stuart LaveryDr Linda GiudiceTuttavia, il signor Stuart Lavery, un ginecologo consulente presso l’Ospedale Hammersmith di Londra, ha detto al Daily Mail che “la tecnica CCS è ‘controversa. Il congelamento di un embrione, ed il successivo scongelamento, sono un rischio, uno shock, e, talvolta, uccide alcune cellule”.

La Dott.ssa Linda Giudice, presidente eletto della ASRM, ha detto che il prossimo passo per valutare la nuova tecnica “sarà lo studio su larga scala, compresi i dati dei risultati nascita”.

Centri PMA a Roma e nel lazio

7 Mag

Centri di fecondazione assistita a Roma e nel Lazio

U.O. Dipartimentale di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione

Via Guido Reni – c/o Ospedale S. Maria Goretti – 04100 – Latina Pr
Responsabile: Prof. Rago Rocco Telefono 0773/6553743 LT
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi
Inseminazione semplice: Si MESA:No Liv. *
GIFT: No MESE:No III
FIVET: Si PESA:Si
ICSI: Si TESA:Si Servizio
Crioconservazione TESE:No Pubblico
Crioconservazione spermatozoi:Si
Crioconservazione ovociti:Si
Crioconservazione embrioni:Si

Centro Procreazione Medicalmente Assistita – A.O. “San Filippo Neri”

Via Martinotti, 20 – 00135 – Roma Provincia
Responsabile: Dott. Timpano Francesco Telefono: 06/33063902 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi
Inseminazione semplice:Si MESA:No Liv. *
GIFT:No MESE:No III
FIVET:Si PESA:No Servizio
ICSI:Si TESA:No Pubblico
Crioconservazione TESE:No
Crioconservazione spermatozoi:Si
Crioconservazione ovociti:Si
Crioconservazione embrioni:Si

Fisiopatologia della Riproduzione Umana – U.O.di Ginecologia e Ostetricia – Azienda Ospedaliera S. Camillo – Forlanini

C.ne Gianicolense, 87 c/o Ospedale San Camillo – Forlanini – 00152 – Roma Provincia
Responsabile: Dott. Cucinelli Francesco e Dott. Campo Aldo Telefono: 06/58704726 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi Liv. *
Inseminazione semplice: Si MESA: No III
GIFT: No MESE: No Servizio
FIVET: No PESA: No Pubblico
ICSI: No TESA :No
Crioconservazione TESE: No
Crioconservazione spermatozoi: No
Crioconservazione ovociti: No
Crioconservazione embrioni: No

Servizio Fisiopatologia della Riproduzione e Fecondazione – ASL RM A – Centro della Salute della Donna S. Anna

Via Garigliano, 55 c/o Centro della Salute della Donna S. Anna – 00198 – Roma Provincia
Responsabile:Dott. Colicchia Antonio Telefono:06/77302673 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi Liv. *
Inseminazione semplice:  Si MESA: No III
GIFT: No MESE: No Servizio
FIVET: Si PESA: No Pubblico
ICSI: Si TESA: No
Altre tecniche: TESE: No
Crioconservazione Altre metodologie:
Crioconservazione spermatozoi: Si
Crioconservazione ovociti: Si
Crioconservazione embrioni: Si

U.O. Endocrinologia e Ginecologia – Policlinico Umberto I – Università di Roma “La Sapienza”

Viale del Policlinico, 155 – 00162 – Roma Provincia
Responsabile:Dr.ssa Nicotra Maria Telefono :06/49972554 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi Liv. *
Inseminazione semplice: si MESA: I
GIFT: No MESE:
FIVET: No PESA:
ICSI: No TESA:
Altre tecniche: TESE:
Crioconservazione Altre metodologie:
Crioconservazione spermatozoi:
Crioconservazione ovociti:
Crioconservazione embrioni:

U.O.C. OG C03 INFERTILITA’ E FIVET – Azienda Policlinico Umberto I – Università “Sapienza”

Viale Regina Elena, 326 – Loc. Roma – 00161 – Roma Provincia
Responsabile:Prof. Aragona Cesare Telefono:06/49972548 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi Liv. *
Inseminazione semplice : Si MESA: Si III
GIFT: Si MESE: Si
FIVET: Si PESA: Si
ICSI: Si TESA: Si
Altre tecniche:   non applicate in pazienti positivi per HIV,HbsAg,HCV TESE: Si
Crioconservazione Altre metodologie:
Crioconservazione spermatozoi: No
Crioconservazione ovociti: No
Crioconservazione embrioni: No

Unità Operativa Fisiopatologia Riproduzione e Terapia Infertilità – Ospedale Sandro Pertini – ASL RM B

Via dei Monti Tiburtini, 385 – 00157 – Roma Provincia
Responsabile:Prof. Catania Vincenzo Telefono:06/41433975 RM
Tecniche applicate Metodologie di prelievo chirurgico degli spermatozoi Liv. *
Inseminazione semplice :Si MESA: Si III
GIFT: No MESE: Si
FIVET: Si PESA: Si
ICSI: Si TESA: Si
Altre tecniche: TESE: Si
Crioconservazione Altre metodologie:
Crioconservazione spermatozoi: Si
Crioconservazione ovociti: Si
Crioconservazione embrioni: Si

* Tecniche di I Livello

inseminazione sopracervicale in ciclo naturale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
induzione dell’ovulazione multipla associata ad inseminazione sopracervicale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
eventuale crioconservazione dei gameti maschili.

* Tecniche di II Livello

(procedure eseguibili in anestesia locale e/o sedazione profonda)
fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione (FIVET);
iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI);
prelievo testicolare dei gameti (prelievo percutaneo o biopsia testicolare);
eventuale crioconservazione di gameti maschili e femminili ed embrioni (nei limiti delle normative vigenti);
trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili (GIFT), zigoti (ZIFT) o embrioni (TET) per via transvaginale ecoguidata o isteroscopica.

* Tecniche di III Livello

(procedure che necessitano di anestesia generale con intubazione)
prelievo microchirurgico di gameti dal testicolo;
prelievo degli ovociti per via laparoscopica;
trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili (GIFT), zigoti (ZIFT) o embrioni (TET) per via laparoscopica.
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