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La Fecondazione assistita in Italia apertura mentale degli italiani ma non dei politici.

1 Feb Eurispes
Questo dicono i dati del rapporto Eurispes.

Coppie steriliDal 25° rapporto Eurispes, emerge un aumento della sensibilità degli italiani verso i temi etici, a dimostrazione del fatto che la classe politica non sta operando secondo ciò che gli italiani desiderano. Dati alla mano, il 79,4% della popolazione italiana vorrebbe una riforma della legge 40 più liberale, così come il 77,2% degli italiani è d’accordo sulla regolamentazione delle coppie di fatto, ivi comprese quelle omosessuali.

Nella sostanza, l’Italia del popolo boccia l’integralismo etico e dice un secco ‘No’ a chi non rispetta il principio di laicità dello Stato. Ce lo indicano gli stessi dati, sopra elencati, sul posizionamento degli italiani sui temi etici. Viene alla fine alla luce che su argomenti come testamento biologico, unioni civili e procreazione assistita, l’Italia è molto più avanti del suo parlamento.

Speriamo che, con questi elementi, i nostri onorevoli si diano conto che, declinando l’ammissione giuridica delle coppie omosessuali, rendendo irrealizzabile l’approvazione di una legge adeguata sul testamento biologico, stendendo un provvedimento sulla procreazione assistita senza metodo, hanno tradito un’emozione popolare che è reale.

L’Italia ha bisogno di essere ascoltata. La classe politica non si può bendare gli occhi di fronte a questi numeri, di fronte ad 8 italiani su 10 che si esprimono a favore della regolamentazione delle coppie di fatto, anche di quelle omosessuali, che reclamano il testamento biologico ed auspicano che venga perfezionata la legge 40, se non addirittura riscritta.

Per questi motivi riteniamo necessario riproporre all’attenzione del governo, presente e futuri, la necessità di formulare una nuova legge che tenga conto di queste esigenze, di queste richieste, che sostituisca la legge 40; una legge antiscientifica, che genera forti diseguaglianze, non tenendo conto del calvario di tante famiglie che, desiderano avere un figlio e che, pur di soddisfare questo desiderio, se ne vanno all’estero, portando fuori confine sogni e denaro.

Rischieremo di passare per venali ma, oltre alla necessità di tutelare i sogni ed i desideri delle coppie infertili, dobbiamo aggiungere una mera considerazione pratica. I centri di fecondazione assistita in Italia sono all’avanguardia, spesso più tecnologici ed innovativi di quelli fuori dai nostri confini ma, a causa di una politica clericale, o per lo meno non laica, sono tarpati nel loro lavoro, costringendo le coppie con maggiori difficoltà di procreazione ad andare all’estero.

I costi del servizio eseguito fuori dai confini, costa costa all’Italia e ricade sulle spalle degli italiani, sia in termini di rimborso di alcune spese sanitarie sostenute dalle coppie, sia in termini di mancato guadagno per le strutture italiane.

Insomma, non basta parlare di austerità , servono riforme che modernizzino la società e migliorino la vita delle persone, a cominciare dai diritti civili.

Fonte: Eurispes

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La fecondazione in vitro a tre genitori per creare una generazione libera da malattie mitocondriali.

7 Gen Fecondazione-in-vitro-a-3-genitori

La tecnica di fecondazione in vitro con il ‘terzo genitore’ è un potenziale trionfo clinico, ma i ricercatori devono procedere con cautela.

La scienza ha preso la riproduzione umana in qualche modo dalle sue radici naturali. Fin dalla nascita del primo bambino in “provetta”, Louise Brown, nel 1978, abbiamo visto i bambini creati da uova o sperma donati, e bambini in gestazione in un grembo donato.
Fino ad oggi però, non è mai stata tradita quella legge non scritta secondi cui i bambini devono essere la discendenza genetica di due soli adulti. Per tutti i recenti progressi nella tecnologia di riproduzione assistita (PMA), l’idea che un bambino potrebbe nascere avendo il DNA di tre persone sembra spostare il gioco a un nuovo livello di complessità e polemiche. Questo passo segna un profondo cambiamento filosofico rispetto a ciò che è avvenuto prima, sollevando questioni non solo di sicurezza, ma problemi più profondi di identità e di genitorialità.

Daily TelegraphCome ha riportato il Daily Telegraph, il professor Lisa Jardine, affermata e conosciuta esperta della fertilizzazione umana ed embriologia, ha annunciato una consultazione pubblica sull’argomento “fecondazione in vitro a tre genitori”. Se i risultati saranno positivi (ed i sondaggi indicano il supporto), la tecnologia attualmente vietata, lanciato da scienziati della Newcastle University, potrebbe essere legalizzata entro cinque anni, e rendere la Gran Bretagna il primo paese a permettere questa tecnica.

Avversari inorriditi dicono che questo movimento è un salto nel buio, un tentativo immorale di immischiarsi con la preziosa linea germinale umana. Per i sostenitori, è semplicemente un modo pratico ed etico di porre fine alla miseria di quelle che sono conosciute come le malattie mitocondriali (tra cui la distrofia muscolare e atassia, che causa problemi con la parola e il coordinamento) che influenzano, ad esempio, lo 0,5% delle nascite nel Regno Unito, ed arrivano all’1% in Italia.
DNA umano fecondazione assistita con 3 genitoriLe argomentazioni per insistere sulla via della fecondazione in vitro a tre genitori sembrano più che valide. La nuova tecnica non implica DNA nucleare, ovvero i geni che sono responsabili della nostra identità biologica, ma il DNA nei mitocondri, piccoli “organelli” che si trovano nel citoplasma, al di fuori del nucleo, e che hanno il potere sulle nostre cellule.
Alcune malattie ereditarie sono causate da mitocondri difettosi, che possono provocare cellule mal funzionanti o non completamente funzionanti. La nuova ricerca mira a sradicare queste condizioni, in modo che le donne che portano mitocondri difettosi possano partorire con la sicurezza che, alla nascita la malattia non sarà diagnosticata.
Un profondo effetto della tecnica sarebbe quella di eliminare completamente queste malattie, e per sempre, in una sola generazione. Pochi progressi della medicina hanno il potere di raggiungere obiettivi nel futuro così diretti ed immediati.
Cosa comporta effettivamente una fecondazione in vitro a tre genitori? Durante la riproduzione normale, il DNA di sperma si fonde con il DNA contenuto nell’uovo. L’uovo contiene anche i mitocondri (i mitocondri dello spermatozoo vengono distrutte dall’uovo e non hanno alcun ruolo successivo). Così il DNA mitocondriale si trasmette esclusivamente lungo la linea femminile ed è da madri (che possono o non possono avere sintomi) che le malattie mitocondriali sono ereditate. Rompere il link e il problema svanisce, questa è la semplice idea per la soluzione del problema.

Newcastle UniversityCi sono due varianti della tecnica oggi sotto i riflettori, ed entrambe sono state ampiamente studiate alla Newcastle University, uno dei principali centri al mondo in medicina riproduttiva che generano regolarmente titoli per il lavoro pionieristico nel campo della ricerca sulle cellule staminali, la clonazione umana e progressi della PMA.
Un metodo, chiamato trasferimento del mandrino, comporta la rimozione del materiale nucleare da un uovo della madre, che viene poi inserito in una donatrice di ovuli “guscio” che contiene mitocondri sani, ma non DNA nucleare. Questo uovo viene fecondato in vitro dallo sperma del padre.
La seconda tecnica, chiamata trasferimento pronucleo, prevede la creazione di due embrioni in vitro, utilizzando uno spermatozoo e un ovulo da parte dei genitori, l’altro da parte dei donatori. L’uovo donatore viene poi ennucleato, ha il suo materiale genetico centrale rimosso e sostituito con il materiale genetico preso dall’uovo parentale. Anche se sembra più complesso, gli scienziati avrebbero bisogno di eseguire due fecondazioni in vitro, piuttosto che uno, i ricercatori coinvolti dicono che ci sono vantaggi per la tecnica del trasferimento pronucleare, perché un ovulo non fecondato è più suscettibile al danno durante la procedura di trasferimento del mandrino. È probabile che quella pronucleare sarà la tecnica preferita.

In entrambi i casi il risultato è lo stesso, un nuovo embrione contenente geni dal padre, la madre e il DNA mitocondriale da una donatrice di ovuli di sesso femminile che non ha bisogno di essere collegato ad uno dei due genitori. Il bambino risultante, dicono gli scienziati, è geneticamente il figlio dei suoi genitori e non del donatore dell’uovo. La tecnica è stata paragonata al cambiare le batterie in un computer portatile, il disco rigido, che contiene tutti i dati importanti, è immutato.
In realtà, in modo profondo si può sostenere che i mitocondri non sono realmente parte di noi, ma una forma di batteri modificati. La teoria prevalente è che circa due miliardi di anni fa, gli antenati dei mitocondri di oggi, i batteri, abbiano invaso una cellula primitiva e in qualche modo sono riusciti ad evitare di essere consumati. La presenza dei mitocondri ha enormemente aumentato la quantità di energia disponibile per la cellula ospite, la sintesi chimica adenosina trifosfato, “il carburante della vita”, che è essenziale per tutta l’attività cellulare.
Un rapporto simbiotico di successo è così fissato. Questo a sua volta ha permesso l’evoluzione della vita complessa, piante e animali. Infatti, se non fosse stato per quella possibilità incontrate un paio di miliardi di anni fa, la vita sulla Terra non avrebbe mai superato la fase microbica.
Molte persone sono, prevedibilmente, inorridite per la nuova ricerca e la prospettiva di un terzo genitore, o “genitore mitocondriale”.

Religioni e fecondazione assistitaLa Chiesa cattolica si oppone alla fecondazione in vitro a tre genitori per ragioni etiche e religiose.
In primo luogo, IVF separa il processo di procreazione dal matrimonio e, ancor peggio, agli occhi della Chiesa, le tecniche di fecondazione in vitro comportano la creazione di embrioni, molti dei quali vengono poi scartati. Altre religioni hanno diverse obiezioni, e posizioni.
L’Islam sunnita consente generalmente la PMA, se non ci sono elementi di terze parti nella procedura, mentre dai seguaci sciiti viene detto che questo è consentito.

Che dire di problemi di sicurezza? Un’obiezione grave è che tutto ciò che coinvolge la manomissione della linea germinale umana ci porta in acque inesplorate. Le terapie geniche attuali durano solo fino a quando è il singolo paziente ad essere trattato, le eventuali modifiche apportate al DNA durante la vostra vita non può essere trasmessa. Le modifiche apportate alla linea germinale invece, saranno ereditato finché (in questo caso) la linea femminile continua.
Tuttavia, le preoccupazioni espresse da alcuni critici, che il bambino risultante da questa nuova tecnologia contenga geni “estranei”, sono fuori luogo. Secondo il professor Mary Herbert, uno dei ricercatori che partecipano al progetto finanziato dalla Wellcome Trust, la base della riproduzione in natura comporta sempre genomi alienati: “Il genoma maschile è un genoma esterno e si blocca a parlare con i mitocondri e si mette al lavoro”. I topi sono stati allevati con la tecnica dei tre genitori dal 1983 e, dopo molte generazioni, non sono emersi problemi.
Inoltre, questa tecnologia non comporta la creazione di “bambini su misura”, il termine usato per riferirsi a futuri tentativi teorici di modificare la linea germinale nucleare per la produzione di progenie dotate o super-dotate. Ciò che viene proposto è semplicemente la sostituzione del materiale cellulare, che non guasta, la valorizzazione del genoma nucleo. Mentre è probabile che un piccolo numero di mitocondri “guasti” saranno riportati al nuovo uovo, forse tra l’1 ed il 2%, secondo il Prof Herbert, questo è “altamente improbabile che causi la malattia, che normalmente necessita di una soglia del 60% dei mitocondri danneggiati”.

Gli studi sugli animali dimostrano che, questa tecnologia dei tre genitori è sicura, ma, fino a quando i primi bambini non saranno nati, non lo sapremo mai con certezza. “E ‘tutta una questione di equilibrio del rischio,” dice il professor Herbert. “Ci sono sempre elementi sconosciuti in qualsiasi nuovo trattamento. Ma non abbiamo alcuna prova in tutto ciò che accadrà un cataclisma. “

Legge 40 ricorso dell’Italia presentato di nascosto dal governo Monti

2 Dic

Mario MontiOn. Livia TurcoIl governo italiano ha atteso fino all’ultimo giorno utile per presentare ricorso sulla sentenza del 28 agosto scorso, presso la Corte europea di Strasburgo, e lo fa in silenzio, senza annunci o proclami, direttamente in Francia.

La notizia ha scatenato immediatamente delle polemiche, specialmente fra le donne dei diversi schieramenti politici. In prima battuta si è espressa l’On. Livia Turco, accusando il governo di aver in clandestinità, senza interpellare il parlamento. In tal senso si è espressa anche l’On. Bongiorno che ha definito questa mossa l’ennesimo schiaffo alle donne.

On. Giulia BongiornoOn. Rocco ButtiglioneContrariamente alle due esponenti femminili della politica, e non poteva essere altrimenti, si è espresso l’On. Rocco Buttiglione, per il quale “è compito del governo difendere in sede europea le leggi italiane”, anche se contrarie ad ogni logica del diritto, aggiungiamo noi.

Sen. Ignazio Marino

L’atto è stato definito “gravissimo” dal senatore Marino, che prosegue “Sarebbe sorprendente che un governo tecnico ed europeista in economia non fosse altrettanto tecnico ed europeista quanto ci sono da tutelare i diritti e la salute delle persone e, anzi, agisse in danno dei cittadini più poveri.

Questi, in caso di ricorso, si vedranno discriminati nel loro desiderio di maternità e paternità, mentre i più ricchi potranno rivolgersi alle cliniche per l’infertilità degli altri Paesi europei e avere l’assistenza che la legge 40, e adesso anche l’iniziativa del governo, nega loro in Italia”

La necessità di salvaguardia dell’autonomia italiana e del suo sistema giudiziario nei confronti della Corte Europea sarebbe il motivo sul quale è fondato il ricorso.

Pensiamo sia un assurdo, dal momento che ci sono stati ben diciannove pronunciamenti dagli stessi tribunali italiani che il governo vorrebbe sostenere e difendere, che hanno sostenuto in sostanza l’illegittimità ideologica della legge 40 che, lo ricordiamo, ha dichiarato in sostanza che è possibile abortire fino al terzo mese di gravidanza ma non è possibile decidere se iniziare una gravidanza con il rischio di trasmettere una grave malattia genetica.

In sostanza per il governo non è lecito usare le armi a nostra disposizione per evitare di dare alla vita persone che vivranno per sempre con gravi problemi di salute,  ma è lecito porre fine ad una vita già iniziata da tre mesi ed oltre.

Riflettendo sui ricorsi fatti contro la legge 40, ne sono stati fatti per diversi motivi: per conquistare il congelamento embrionario, per poter effettuare la PDG e per la barriera dei tre embrioni trasferibili per ciascun ciclo di fecondazione assistita. La legge 40 è stata silurata dai giudici ben diciassette volte, ordinando l’esecuzione di tecniche di procreazione assistita.

Le conclusioni che traiamo da questa vicenda sono più delle domande. Domande alle qualii non possiamo che dare una risposta.

Perché un governo tecnico dovrebbe andare contro la Corte Europea di Strasburgo, quando i suoi stessi giudici hanno avallato questa decisione?

Perché un governo tecnico dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere per gli italiani su questioni che nulla hanno a che fare con l’intervento tecnico a cui sono stati chiamati ad operare?

Perché hanno motivato il ricorso con la volontà di difendere quel sistema legislativo quando ad essere bocciata è solo una legge iniqua, retrograda e fallace, come gli stessi giudici hanno espresso nelle loro sentenze?

Ci piacerebbe avere una risposta a queste domande ma, l’unica che ci sentiamo di fornire, viene dall’unico esponente politico che non si è ribellato a questa decisione del governo, ovvero dall’esponente dell’Udc Onorevole Rocco Buttiglione, il quale esprime evidentemente un parere non laico, come lo stato dovrebbe essere, ma di parte cattolica.

Lo stato italiano, laico per costituzione, in realtà è sempre sotto scacco di uno stato più piccolo, che impone le sue leggi.

Cosa cambia con la sentenza della Corte di Strasburgo?

8 Set

Per conoscere gli effetti della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo, dovremo attendere ancora qualche settimana. La sentenza prevede, infatti, 90 giorni per l’Italia per fare ricorso e, a quanto pare, ci avviamo verso questa soluzione.

In ogni caso proviamo ad analizzare lo scenario italiano e cerchiamo di immaginare come potrebbe configurarsi.

L’effetto sulle attività, nelle cliniche italiane che si occupano di fecondazione assistita, non sarà istantaneo, anche nel caso in cui fossero pronte alla ripresa della Diagnosi Genetica Preimpianto. Il primo ostacolo è rappresentato proprio dalla sentenza e da come i legislatori italiani la tradurranno in nuova legge. La storia c’insegna che, questo genere di sentenze, hanno impiegato diverso tempo per essere accettate, ed altrettanto per essere dibattute, dalle le diverse posizioni politiche e pensiamo che questo accadrà anche questa volta.

Molti centri di fecondazione assistita sono pronti a riprendere la PGD anche per le coppie fertili ma, in pratica, cosa sancisce la sentenza?

La sentenza della “Corte europea per i diritti dell’uomo” di Strasburgo, con giudizio unanime di tutti i componenti della corte, sancisce che, impedire la diagnosi preimpianto degli embrioni alle coppie non infertili, ma portatori sani di malattie genetiche, causa una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare. I coniugi Rosetta Costa e Walter Pavan, hanno incassato l’accoglimento del ricorso ed un risarcimento pecuniario per la violazione dei loro diritti. “Incoerente”: così è stata definita la legge 40 in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni, e la motivazione deriva dal fatto che esiste una legge dello stato che consente l’aborto terapeutico in caso di feti affetti da fibrosi cistica.

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